IL DIZIONARIO DEL LAGER

Il 27 gennaio 1945 le truppe sovietiche, durante la loro avanzata verso Berlino, hanno aperto i cancelli del campo di concentramento di Auschwitz e ne hanno liberato i superstiti, rivelando per la prima volta al mondo l’atrocità del genocidio perpetrato dai nazisti. Con la legge n. 211 del 2000, la Repubblica italiana ha riconosciuto il giorno 27 gennaio “Giorno della Memoria”, al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.
Lo scorso 27 gennaio l’Istituto Comprensivo Ivrea II ha commemorato il “Giorno della Memoria” con la rappresentazione de “Il dizionario del lager”: nato da un’idea letteraria di Caterina Agnesod, insegnante dell’istituto, il testo teatrale evidenzia la drammatica contrapposizione tra il significato di termini che tutti noi impieghiamo nella vita quotidiana, perlopiù rassicurante e portatore di certezze, e la valenza che gli stessi vocaboli assumono all’interno del campo di concentramento, valenza desunta dalle pagine di “Se questo è un uomo” di Primo Levi.
La rappresentazione, che dal 2000 viene consegnata come “testimone” da un ciclo scolastico al successivo, ha visto quest’anno come protagonisti gli alunni della classe III B della scuola secondaria di primo grado “Leonardo da Vinci” di viale Liberazione, guidati dalle loro docenti; gli interventi musicali sono stati curati da Benedetta Simoni, la suggestiva scenografia è stata allestita da Elisabetta Mantoan.
Con la partecipazione della giovane e brava chitarrista Aurora, dei tecnici delle luci Maurizio e Mattia, l’iniziativa è stata replicata presso il Centro Civico di Bellavista e, il successivo 6 febbraio, presso lo ZAC! (Movicentro) di Ivrea. Il pubblico presente, costituito da genitori degli alunni, da parenti di sopravvissuti, da viaggiatori di passaggio, ha apprezzato l’impegno e la serietà dei giovani studenti, soffermandosi, nello scorrere frenetico della vita quotidiana, per dedicare un commosso momento di riflessione su quanto è accaduto al popolo ebraico e ai deportati militari e politici italiani nei campi nazisti in modo da conservare nel futuro dell’Italia la memoria di un tragico ed oscuro periodo della storia nel nostro Paese e in Europa, e affinché simili eventi non possano mai più accadere.

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